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venerdì 18 dicembre 2026, ore 17:30
Conservatorio Benedetto Marcello
Sala Concerti
In collaborazione con
Scuola di musica elettronica del
Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia
Masterclass di Alvise Vidolin
LAGUNARIA
isole sonore
Emanuela Battigelli arpa
Aldo Orvieto pianoforte
Paolo Zavagna live electronic
Alvise Vidolin regia del suono
Nicola Sani (1961)
Non tutte le isole hanno intorno il mare
Isola II (1997) per arpa amplificata e nastro
magnetico a otto canali
Filippo Perocco (1972)
Lunaria (2026) (*) per pianoforte preparato, arpa ed elettronica
Luca Richelli (1963)
Aforismi sonori (2026) (*) per pianoforte e live electronics
Claudio Ambrosini (1948)
Short stories (2026) (*) per arpa, pianoforte e
live electronics
Adriano Guarnieri (1947)
Sospeso d'incanto n. 4 (2026) (*) per
arpa, pianoforte e live electronics
* Commissione di Ex Novo Musica
Prima esecuzione assoluta
Nicola Sani Non tutte le isole hanno intorno il mare - Isola II
Questa composizione fa parte di un ciclo di tre opere per strumenti solisti e musica elettroacustica su otto canali: Isola I per viola, Isola II per Arpa, Isola III per
clarinetto basso. È una navigazione attraverso isole sonore determinate
dal suono degli strumenti, che viene espanso e proiettato nello spazio
ed esplorato attraverso le tecniche digitali. Per le parti su nastro sono
stati utilizzati esclusivamente i suoni di arpa. Il progetto si definisce come
ricerca sulle ‘periferie del suono’ e sulle possibilità di relazione fra stru-
mento e musica elettroacustica nello spazio. Al centro di questo progetto
c’è la ricerca di nuove forme di comunicazione legate al rapporto fra
timbro, spazio e poetica. È una riflessione sull’uomo, sul suo essere solo,
sulle diversità e sulle disuguaglianze, ma vi è anche la presa di coscienza
che il prezzo di un pensiero antagonista è la solitudine del compositore
di oggi, senza più riferimenti certi, con alle spalle un campo illimitato di
possibilità compositive, linguistiche, organizzative del materiale sonoro,
che non lo garantiscono, nell’ordine dominante delle cose dominanti.
Agisce quell’assenza di confini che nella letteratura il critico letterario
russo Michail Bachtin, come disposizione verso il fatto letterario aperto,
dinamico, anormale, ha definito “perdersi nello sconfinato passato
e nello sconfinato futuro”. Ricerca di isole lontane, periferie sonore,
dove arrivano le risonanze più distanti, estreme. Strutture timbriche,
dove prevale la materia sonora, si alternano a interferenze strumentali,
sequenze dove appaiono talvolta frammenti melodici. I suoni dell’arpa
vengono esplorati nelle loro dilatazioni, inflessioni percussive, nelle
estreme estensioni della dinamica, nelle diverse forme di emissione e
di tenuta del suono. Lo strumento dal vivo e la sua immagine timbrica-
mente e spazialmente espansa, vengono messe in relazione, in modo
che l’una diventi l’eco dell’altra. In questo modo si crea un dialogo tra
forze in opposizione, strutture che si aprono verso orizzonti illimitati e
forme chiuse. Il tempo viene eliminato e la materia conosciuta rimane in
sospensione, a galleggiare in un mare di linee sonore che l’attraversano.
È un altro mare, dove isole del suono diventano arcipelaghi da esplorare,
da ascoltare in maniera diversa e dove si raccoglie ciò che si riconosce
e ciò che si scopre. I suoni dal vivo si uniscono a quelli elettroacustici
diventando una materia unica. Come un viaggiatore, che nel percorrere
il territorio che sta esplorando, diventa parte di quello stesso universo e
di quel mondo a cui, ascoltando, racconta. (Nicola Sani)
Filippo Perocco Lunaria Le evocazioni delle metamorfosi botaniche rientrano spesso
(anche) nei miei lavori. Nulla a che vedere con un’ecologia spendibile
ma, unicamente, sola e schietta empatia, ammirazione, attrazione tattile
verso un mondo ricco e variopinto, quello vegetale, che attraverso la sua
precarietà (concetto a me caro e necessario), dimostra con rettitudine
la sua forza, mai muscolare. Autentica essenza che resiste anche attra-
verso il suo canto, la sua nenia ridondante, a volte erosa e residuale, che
sussurra, che parla e che stupisce.
Lunaria in fiore / silique / erbacea essiccata / piatta ovale argentea / Steli
eretti / Foglie dentate / Violacea rediviva
(Filippo Perocco)
Luca Richelli Aforismi sonori Si tratta di una serie di brani per pianoforte e live elec-
tronics che assume come punto di riferimento storico e personale, non
certo come modello ideale e irraggiungibile, l’Album f?r die Jugend, op.
68, di Robert Schumann. Il riferimento all’opera schumanniana stabili-
sce un forte legame con gli inizi del mio percorso accademico di studi
musicali, richiamando al tempo stesso la dimensione fisica e la presenza
quotidiana del pianoforte nella pratica dello studio: la consuetudine gior-
naliera del rapporto con lo strumento. A ciascun aforisma sonoro corri-
sponde una specifica modalità di trattamento elettronico. Il live electro-
nics non assume quindi la funzione di semplice accompagnamento o di
estensione del pianoforte, ma interviene nella costruzione di una nuova
configurazione strumentale. Attraverso un processo assimilabile a una
forma di liuteria elettronica, per ogni aforisma viene definito un diffe-
rente strumento elettroacustico, risultante dall’interazione tra il piano-
forte, i processi di elaborazione e le modalità di controllo dell'elettronica:
uno strumento ogni volta nuovo, le cui possibilità sonore e performative
costituiscono parte integrante del processo di scoperta e composizione.
La forma della composizione si è definita progressivamente a partire
da una fase iniziale di improvvisazione. Il lavoro ha preso avvio dall’e-
splorazione del pianoforte con le differenti trasformazioni elettroniche,
ricercando di un nuovo mondo sonoro. Da questo processo sono emersi
materiali sonori e possibilità espressive che sono stati successivamente
selezionati, elaborati e organizzati all’interno di una struttura composi-
tiva definita. Aforismi Sonori conserva, nella sua forma definitiva, la
traccia di questo processo: una tensione tra libertà e organizzazione,
tra il gesto immediato e la sua elaborazione, tra il ricordo di un rapporto
originario con il pianoforte e la sua continua trasformazione attraverso
l’elettronica. (Luca Richelli)
Claudio Ambrosini Short Stories nasce dal progetto di creare una raccolta di brevi
brani per arpa, pianoforte e elettronica, orientato alla ricerca di nuove
possibilità strumentali e tuttora in progress. Arpa e pianoforte: affini
per certi versi, al punto che uno in realtà “contiene” l’altra: la struttura
metallica interna al pianoforte, quella che regge le corde, ha proprio la
forma di un’arpa distesa. E alcune prassi strumentali sono comuni ai due
strumenti, quindi inclini favorirne il dialogo; altre invece sono uniche,
precipue di soltanto uno dei due, e quindi “intraducibili”. E poi c’è l’elet-
tronica, che apparentemente può fare di tutto... Questo primo nucleo
di miniature è dedicato a Emanuela Battigelli, Aldo Orvieto e Alvise
Vidolin, che ne sono interpreti e che ringrazio per lo stimolante invito.
(Claudio Ambrosini)
Adriano Guarnieri Sospeso d'incanto n. 4 Ogni concezione musicale di Adriano
Guarnieri tende ad un ideale sinfonismo; non per questo dimentica la
natura specifica, in questo caso dialogica tra due individualità strumen-
tali che il sinfonismo di tradizione considerava antitetiche: nei trattati di
orchestrazione si legge frequentemente di non far mai suonare piano-
forte ed arpa insieme! Eppure Guarnieri riesce a far dialogare le due
cordiere, pur tanto diverse per natura costruttiva e tanto diversamente
sollecitate, immergendosi nel sogno di un immaginario iperstrumento
ove azioni sulla tastiera del pianoforte e azioni sulla cordiera dell’arpa si
sublimano vicendevolmente. Sogno possibile solo sfruttando le poten-
zialità del live electronics che avvolge i due strumenti costruendo edifici
sonori massivi, dai quali si dipanano linee liriche, che emergono in modo
struggente e appassionato, ma sempre fuggevole; con il tono della
rimembranza e del ricordo, non certo con quello della nostalgia o della
citazione. (Aldo Orvieto)