
5.
Sabato 12 dicembre 2026, ore 17.30
Gran Teatro La Fenice
Sale Apollinee
SCENARI SONORI VENEZIANI
Conservatorio di Venezia 150 !
Ex Novo Ensemble
Daniele Ruggieri flauto
Davide Teodoro clarinetto
Carlo Lazari violino e viola
Carlo Teodoro violoncello
Giovanni Mancuso pianoforte, dubreq pianomate (**)
Aldo Orvieto pianoforte, celesta, synth Roland Gaia
Luca Mosca (1957)
Per Ernesto (2013)
Nove frammenti per flauto, clarinetto, violino, violoncello e pianoforte
Claudio Ambrosini (1948)
Vita (2003) per violino
Letizia Michielon (1969)
En una noche oscura (2026) (*)
per pianoforte
Roberto Gottipavero (1959) (*)
Lo scrigno delle rimembranze (2026)
per flauto, viola e pianoforte
Francesco Pavan (1975) (*)
Lo specchio dell'inganno (2026)
per flauto, clarinetto, violino, violoncello e pianoforte
Giovanni Mancuso (1979) (*)
“Galatina: un palo si abbatte sulla Polo di Pietro Cascio in via Ugo Lisi. Nessuna vittima, solo danni” (2026) (**)
per due pianoforti, celesta, synth Roland Gaia, dubreq pianomate e files audio
Renato Miani (1965) (*)
Sinfonia in fortissimo - Étude Vedova/Tintoretto (2026)
per flauto, clarinetto, violino, violoncello e pianoforte
* Commissione di Ex Novo Musica
Prima esecuzione assoluta
Come consuetudine, gli amici compositori che hanno raccolto l’invito a partecipare a
questo progetto mi hanno chiesto se avevo pensato un tema per questa
serata. Questa occasione celebrativa vuole esaltare la sorprendente
libertà inventiva che ha caratterizzato i musicisti veneziani, da Monte-
verdi a Maderna, dai Gabrieli a Nono; se vogliamo prendiamo questa
ricchezza di stimoli e di aperture a modello, prendiamo il ‘modello Vene-
zia’ come tema. Pur tuttavia, chi leggerà i testi di presentazione qui sotto
riportati si accorgerà che un tema più specifico sorprendentemente
emerge: la coscienza di essere chiamati ad innestare la propria azione
artistica su modelli di antica tradizione, rivivendoli con la sensibilità e
il gusto dell’oggi, ma senza tradirne l’essenza. Creando liaison: a volte
espressamente dichiarate, sempre evidenti all’esperienza dell’ascolto.
(Aldo Orvieto)
Luca Mosca Per Ernesto Opera scritta per l’Ex Novo Ensemble nel 2013 e dedicata
al mio carissimo amico Ernesto Rubin de Cervin, scomparso il 29 marzo
di quell’anno, uomo di eccezionale sensibilità, creatività e intelligenza.
Con lui c’era un’intesa, in particolare musicale, davvero rara, magnifica,
inesauribile fonte di stimoli e sollecitazioni per me; quando scrivevo,
avevo in lui l’ascoltatore ideale, e quando gli facevo sentire un mio
pezzo il suo giudizio era sempre chiarificante. Con questa composi-
zione, suddivisa in nove brevi frammenti, ho voluto rendergli omaggio
per tutto il bene da lui ricevuto. (Luca Mosca)
Claudio Ambrosini Vita Questo pezzo è nato per festeggiare i vent'anni di attività del
Festival Spaziomusica di Cagliari, creato dal compianto Franco Oppo.
É una miniatura per violino solo, anzi una ‘storia’ sonora compressa
in pochissimi minuti. Da una sorta di nascita del suono, un’epifania,
passando poi al suo graduale sviluppo, per esaurirsi altrettanto gradual-
mente, man mano che il tempo passa, anche se si tratta di un tempo
minuscolo. Vita è stato scritto nel 2003 ed è dedicato a Marco Rogliano.
(Claudio Ambrosini)
Letizia Michielon En una noche oscura Traendo spunto dalle intense pagine poeti-
che di Giovanni della Croce (Juan de la Cruz), il brano rende omaggio
ad alcuni Maestri della scuola veneziana attraverso citazioni ispirate a
Giovanni Gabrieli (il mottetto O Magnum Mysterium), Claudio Monte-
verdi (Nigra sum dal Vespro della Beata Vergine), Maderna (La Stele per
Diotima dall’Hyperion) e Ambrosini (Preludio a sguardi). Articolata in tre
parti, la composizione rievoca la notte dello spirito descritta dal doctor
mysticus spagnolo, cui segue il silenzio dell’ascolto e la rinascita dell’a-
nima nella sezione fugata conclusiva. En una noche oscura è stato scritto
per Aldo Orvieto e Claudio Ambrosini. (Letizia Michielon)
Roberto Gottipavero Lo scrigno delle rimembranze Il brano trae ispirazione dai
momenti creativi che hanno sin qui accompagnato la mia vita. Momenti
discontinui, momenti vissuti tra mille impegni e spesso solo nei ritagli
di tempo. Però, momenti che piace rievocare, a volte, attraverso un
ascolto, o incontrando gli amici esecutori grazie ai quali tornano alla
memoria aneddoti e sensazioni di cui si erano perse le tracce. Giornate
nelle quali cerchi disperatamente qualcosa e, senza volerlo, ti immergi
tra gli spartiti, tra gli appunti del passato e ti perdi, non riuscendo più
a ricordare cosa veramente stessi cercando. Funziona così, a volte, che
in quel cassetto o in quello scatolone nella soffitta riaffiorano i motivi,
i silenzi, le dissonanze, con quel sapore acerbo, o troppo meditato e
contaminato, che ti sorprende ancora. Ma sono elementi che ti appar-
tengono, e poter farli rivivere anche se trasformati e ‘riorchestrati’ è la
sfida che mi sono imposto. (Roberto Gottipavero)
Francesco Pavan Lo specchio dell'inganno Il suono e il suo riflesso fluttuano in conti-
nuo divenire. Nel chiaroscuro, l’ombra non è assenza, ma presenza
viva, in cui ogni profilo nitido si trasforma in miraggio. Nel movimento
incessante, la sfocatura disvela l'illusione: un labirinto che si dissolve e si
ricompone in forme cangianti. (Francesco Pavan)
Giovanni Mancuso “Galatina: un palo si abbatte sulla Polo di Pietro Cascio in via Ugo
Lisi. Nessuna vittima, solo danni” Trascrivo con ammirazione ed affetto
un messaggio di Giovanni Mancuso, che ci aiuta a riflettere sul ruolo
dell’arte nel contesto della nostra vita spirituale: «Non vorrei scrivere
alcuna presentazione né dare alcuna spiegazione, altrimenti svelerei
l’unica particolarità divertente del pezzo. Non avendo grandi pretese
artistico-musicali sarebbe come spiegare una barzelletta prima di dirla.»
Il titolo, l’organico strumentale, l’assenza di supporti descrittivi ci conse-
gnano una visione ‘olistica’ della musica che rinuncia coscientemente a
sovrastrutture formali e tecniche elaborate: ci servirà davvero – come
spesso si ritiene – conoscere il linguaggio e le motivazioni del comporre
per gustare il fatto musicale? (Aldo Orvieto)
Renato Miani Sinfonia in fortissimo - Étude Vedova/Tintoretto «Sinfonia in fortissimo/
ombre basse violini cornette cembali tamburi» sono parole scritte da
Emilio Vedova a proposito dei lavori del Tintoretto a San Rocco.
L’idea del pezzo – scritto per l’Ex Novo Ensemble – nasce dalle proprio
dalle riletture che Vedova realizzò ispirandosi all’Antico Maestro, traen-
done suggestioni cromatiche, geometriche e dinamiche (la velocità della
pennellata rimane impressa sulla tela...). Si tratta in questo caso di una
musica ‘al cubo’, che si inserisce in una serie di brani ispirati ad alcuni
protagonisti della pittura moderna (dopo Afro, Bacon, Klee...) dove ho
cercato di reinterpretare in chiave sonora i concetti chiave della nuova
pittura. (Renato Miani)